Si è rinnovato anche quest’anno a Corte Franca il tradizionale appuntamento con la cura e la salvaguardia dell’ambiente, un’iniziativa che si inserisce con orgoglio nel progetto nazionale “Operazione Paladini del Territorio” promosso da Fondazione UNA (Uomo, Natura, Ambiente). L’evento, giunto alla sua 19ª edizione, ha visto cittadini, cacciatori e simpatizzanti unire le forze per una mattinata dedicata interamente alla pulizia del territorio locale.
Una mobilitazione capillare sul territorio
La macchina organizzativa si è messa in moto alle prime luci dell’alba: il ritrovo è avvenuto alle ore 7:00 presso la sede di Borgonato; dopo i preparativi, i partecipanti si sono divisi in piccoli gruppi, avviando le operazioni di raccolta intorno alle 7:30. L’intervento è stato pianificato per non trascurare alcuna zona, coprendo sia le aree interne sia le strade extraurbane attraverso una suddivisione del territorio in quattro macro-zone: i volontari di Borgonato e Timoline hanno lavorato insieme unendo le forze in un’unica sezione, il gruppo di Nigoline (supportato dai cacciatori locali) si è concentrato in particolare sulla strada che conduce al paese, mentre un’ulteriore squadra ha presidiato e ripulito l’area di Colombaro.
I numeri della raccolta e la piaga dell’abbandono dei rifiuti
Le attività si sono concluse intorno a mezzogiorno, con il ricongiungimento di tutti i gruppi presso la sede di Borgonato per il bilancio finale. Nonostante l’impegno costante che dura ormai da parecchi anni, il volume dei rifiuti raccolti rimane purtroppo significativo, attestandosi anche in questa edizione sui 7-8 quintali complessivi.
Tra i materiali recuperati in quantità maggiore spiccano vetro, lattine e scarti di ogni genere. Una nota di particolare rammarico è stata espressa dai volontari per la situazione riscontrata lungo le due zone della strada provinciale: qui l’inciviltà stradale si fa più evidente, con continui ritrovamenti di bottiglie (specialmente di birra) gettate direttamente dalle auto in corsa.
“I primi anni trovavamo l’impossibile. Oggi la quantità si è stabilizzata, ma il problema è che la quantità di rifiuti non cala mai. A volte rischia di farti passare la voglia, ma noi andiamo avanti comunque.”
Il ruolo dei cacciatori e il dialogo con le istituzioni
L’iniziativa ha visto una partecipazione mista: accanto ai cacciatori, veri e propri custodi del territorio, hanno operato anche diversi cittadini non cacciatori e simpatizzanti della causa ambientale. La giornata ha offerto l’occasione per ribadire il ruolo centrale della gestione attiva della natura: i volontari hanno sottolineato come l’assenza di pulizia e di manutenzione da parte dell’uomo porti inevitabilmente al degrado degli habitat e all’allontanamento della fauna locale, oggi ulteriormente minacciata dalla proliferazione di specie invasive come nutrie, siluri e carpe.
Conclusa con successo la giornata ecologica, lo sguardo è già rivolto al futuro e alla collaborazione istituzionale. L’obiettivo per i prossimi mesi è quello di stringere un dialogo e organizzare un incontro formale anche con le istituzioni e altre associazioni locali, unendo la visione dei “Paladini del Territorio” con quella delle realtà ambientaliste locali per una sinergia sempre più efficace a favore della biodiversità.

