Ritorniamo al tema della mixomatosi che sta colpendo la specie lepre in parecchie zone dell’alta Italia.
Ci ritorniamo perché lunedì si è tenuto un Consiglio Provinciale urgente in Federcaccia che ha cercato di capire la situazione ed anche di valutare le eventuali azioni ancora da mettere in atto, in prospettiva di novità che ci possano riguardare.
Un incontro propedeutico ad un Convegno che il Presidente Regionale Federcaccia Marco Bruni sta preparando ed organizzando per il quattro novembre proprio a Brescia, e di cui daremo notizia nei prossimi giorni.
La premessa è che in provincia di Brescia non è stato rilevato nessun caso di mixomatosi.
Nel frattempo, Regione Lombardia ha approvato, con delibera XII/6947 del 19 ottobre, le “Disposizioni urgenti a sorveglianza e tutela delle popolazioni selvatiche della specie lepre sul territorio regionale”.
Vengono stabiliti i divieti relativi ai territori degli ATC e CAC dove sia stata accertata la presenza di mixomatosi, tra i quali spicca, ovviamente, il divieto di immissioni di lepri sia da cattura che da allevamento ai fini di ripopolamento.
Nei territori per ora indenni, si dispone il potenziamento della sorveglianza passiva da parte dei cacciatori e degli agricoltori, rivolta a segnalare lepri rinvenute morte o moribonde o con lesioni compatibili con la mixomatosi.
E sono di venerdì scorso due ulteriori decreti di chiusura anticipata della caccia alla lepre in tutti i territori degli ambiti di caccia di Mantova e di Cremona, con conseguente ovvia ricaduta dei cacciatori aventi il permesso del nostro ATC unico di Brescia, nelle zone confinanti.
Fin qui la situazione.
I consiglieri provinciali assieme ai nostri rappresentanti nel comitato di gestione dell’ATC, si sono interrogati a lungo, su ciò che potrebbe essere utile non solo per la residua parte di attività venatoria di questa stagione, quanto per le azioni propedeutiche al prossimo ed ai prossimi anni.
Sì perché la mixomatosi non è debellabile con vaccini o altro, ma è sicuramente una malattia endemica con la quale, una volta comparsa, bisogna fare i conti e conviverci per parecchi anni.
Naturalmente senza ipotesi univoche, anche perché il quadro attuale nella nostra provincia è esente dalla malattia.
Di certo si garantisce il ruolo di sentinella ambientale, con particolare attenzione anche ai comportamenti da adottare nel caso di rinvenimento di animali morti, con buone pratiche di natura igienica e sanitaria, dai guanti monouso al lavaggio con prodotti adatti ai piedi dei cani ed ai nostri stivali.
Insomma, la biosicurezza che abbiamo appreso durante i corsi sulla PSA dei cinghiali ci viene in aiuto.
Le domande che non hanno risposte ad evidenza scientifica sono se sia il caso di chiudere la caccia alla lepre come prevenzione ai possibili divieti di immissione che potrebbero arrivare o se invece si continui fino a chiusura per raggiunto, o mancato raggiungimento della percentuale degli abbattimenti.
Perché se la malattia arrivasse, e paiono esserci pochi dubbi sul se ma semmai sul quando, il divieto di immissione porterebbe ad una minore presenza della specie sul territorio; naturalmente anche dei Comprensori alpini che come l’ATC ripopolano con capi provenienti dall’estero, non certo esente da mixomatosi.
Facendo sintesi delle diverse posizioni, senza aspettare decisioni dall’alto che obblighino od impediscano, parrebbe buona cosa cercare di conservare le residue presenze sul territorio, come buona pratica di buon senso; aiuterebbe in ogni caso qualsiasi cosa succeda.
Altra buona pratica sarebbe, e lo diciamo da anni, cercare di attivare sul territorio, sulle zone migliori del territorio vocato alla lepre, delle zone di ripopolamento e cattura che ci possano portare ad una certa autonomia di produzione.
Naturalmente questa ipotesi ha bisogno del possibile controllo all’interno delle zone, delle specie come la volpe che diversamente annullerebbero ogni sforzo ed ogni rinuncia del nostro mondo.
Quindi poche certezze, se non che dobbiamo essere vigili ed attenti, parsimoniosi e lungimiranti.
Nella attesa delle evidenze scientifiche del convegno regionale della prossima settimana, sulle quali poi ritorneremo.
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Federcaccia Rudiano dona 5.000 euro all’associazione Il Cammino di Castelcovati
La Sezione Federcaccia di Rudiano ha donato 5000 euro, ricavato della prova cinofila Memorial Gian Oneda, all’associazione Il Cammino di Castelcovati, realtà impegnata nel sociale e attività sul territorio.
Un gesto di solidarietà che ha dato un significato ancora più profondo alla manifestazione, trasformando un momento di passione in un’importante occasione di sostegno alla comunità .
L’associazione Il Cammino ha espresso la propria gratitudine ai Federcacciatori di Rudiano per la generosa donazione e a tutti i volontari che, con impegno e disponibilità, hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione

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Mentre stiamo scrivendo l’articolo, ATC Unico ci comunica di aver chiesto a Regione Lombardia di chiudere la caccia alla lepre a partire da lunedì 2 novembre. Pertanto, sarà possibile cacciare fino a domenica 1° novembre compreso.

