Siamo giunti alla fine di questo 2025, e una qualche considerazione su quanto accaduto, almeno a grandi linee, si può tentare di fare.
In questo anno possiamo rilevare come le promesse della politica si siano positivamente concretizzate.
E questo è da considerare un avvenimento quantomeno straordinario.
Ci ricordiamo tutti quello che è accaduto ai primi di maggio quando il Tar Lombardia, per non turbare qualsiasi uccellino che passi per i nostri monti, per un principio di precauzione, ordina a Regione Lombardia di chiudere a tutta la caccia i 475 presunti valichi lombardi, decisione che con lo stesso criterio avrebbe potuto aprire in futuro un effetto domino su tutte le regioni italiane.
Tralasciamo i resoconti già ampiamente fatti nei mesi scorsi; basti però ricordare, casomai ce lo fossimo già dimenticati, che rispetto alla chiusura acclarata, il Parlamento italiano, attraverso un emendamento aggiuntivo alla “Legge sulla montagna” approvava la modifica alla legge 157/92 riguardo ai valichi.
E pochi giorni dopo Regione Lombardia, con una modifica ad hoc della legge 26/93 faceva la stessa cosa eliminando il divieto di caccia sui valichi ed aprendo a future rideterminazioni con vincoli però diversi e calibrati su diversi gradi di divieto.
Tutto questo grazie a promesse mantenute dalla maggioranza politica sia nazionale che regionale, e ad un impegno preciso e puntuale di aiuto alla predisposizione degli atti e di sollecito di impegno politico posti in essere essenzialmente da Federcaccia.
Oggi ai più pare scontato quanto successo e ottenuto, ma vi ricordiamo che non è stato semplice.
Per il resto siamo andati a caccia con un calendario normale, abbiamo fatto tutti l’apertura alla terza domenica di settembre, stiamo andando ancora a caccia senza gravi polemiche; insomma, una normalità che da anni non accadeva, figlia anche delle passate ricerche scientifiche e ricorsi legali, e della quale non possiamo che essere molto soddisfatti.
Naturalmente vi sono ancora molte partite aperte, dalla modifica alla legge 157/92 di cui si è aperta la discussione parlamentare, alla questione anellini, di cui si è persa traccia.
Possiamo garantire a tutti i nostri associati, ed al mondo venatorio in generale, che anche per il 2026 alle porte, ci impegneremo sui vari temi con la stessa determinazione, passione e forza dimostrata in questi anni al vostro fianco, nella vostra rappresentanza.
Le notizie date a metà; potremmo definire così quella che ha avuto un eco mediatico, sia al TG5 che sul giornale “Il Giorno”, sul salvataggio della giovane mamma uscita di strada in auto in Val Sabbia e ritrovata grazie alla intraprendenza ed alla curiosità di un cane setter bianco e nero di sei mesi, a cui è stato dato il nome di Leone perché nato nei giorni del conclave e dell’insediamento di Papa Leone XIV.
Diciamo a metà perché, quando venne intervistato il proprietario, cacciatore dai 16 anni e già presidente Federcaccia di Nozza di Vestone, ora in pensione, Fabrizio Pialorsi, gli venne tassativamente impedito di dire che il cane era da caccia e che lui stesso era un cacciatore, che stava camminando nei prati e in quel canale esercitando la propria passione.
Quasi che il salvare una persona, perché di questo si tratta dato che, se fossero trascorsi ancora pochi minuti sarebbe stata una tragedia, risultasse diverso se a farlo fosse una persona senza o con la passione della caccia; questo la dice lunga sulla imparzialità dei mezzi di comunicazione, sul clima attorno a noi e, consentiteci, sulla prevenzione mentale di professionisti quantomeno parziali, se non in malafede.
A noi interessa soltanto rilevare che la mamma sta meglio, che chiunque ha avuto un ruolo, il cane Leone ed il cacciatore Fabrizio, meritano un grande plauso; ancor di più perché si è arrivati in tempo per poterla trasportare all’ospedale e far assistere dai medici.
E, vista la parzialità dei mezzi di informazione, abbiamo ritenuto di completare noi la notizia per l’altra metà ringraziando il nostro Cacciatore Fabrizio ed il suo curioso cane da caccia Leone, che rimangono tali, nella passione, aldilà di chi ci vorrebbe accenderci e spegnerci a piacimento, con le omissioni di ruolo e di appartenenza.
Ci piace pensare che questo risultato sia da ascrivere sicuramente al nostro socio, ma che ci abbia messo molto del proprio anche la divina Provvidenza e, perché no, il bambinello nato oggi.
* La sezione Provinciale di Brescia, augura a tutti i lettori di questa rubrica ed ai soci ed alle loro famiglie, un sereno Santo Natale ed un nuovo anno all’insegna della ritrovata pace fra gli uomini. Anche a tutti quelli che nelle Istituzioni hanno avuto ruolo di collaborazione e di attenzione al nostro mondo. Augura un nuovo anno in cui i sogni di ognuno, personali e famigliari, possano, per una volta tanto, avverarsi.
Il Notiziario Cacciapensieri ritorna con il giornale di giovedì 8 gennaio 2026.
* La Federcaccia provinciale organizza la prima prova del campionato provinciale su quaglie liberate senza sparo sabato 27 dicembre dalle ore 13.30 e domenica 28 dicembre dalle ore 7.00 presso il quagliodromo di Castelcovati, iscrizioni sul campo;
* Si informa che l’ufficio Federcaccia resterà chiuso per la consueta pausa invernale fino a martedì 6 gennaio. Per urgenze si chiede di inviare una mail a fidc.brescia@fidc.it

