Trascriviamo un intervento di un amico cacciatore che risiede e vive in montagna, condividendolo appieno.
“In questi giorni si parla molto di noi, di caccia e di leggi.
Ma la verità è che si sta mettendo in discussione qualcosa di molto più grande.
Si sta contestando chi siamo noi cacciatori, e con noi l’intero mondo rurale.
Gran parte della nostra Italia non è fatta di rotonde e semafori, è fatta di valli, di boschi, di paesi che si arrampicano sulle montagne.
Per noi che viviamo qui, questa terra non è uno scenario da cartolina per il fine settimana, è la nostra casa. Cura del bosco, gestione della natura, rispetto per gli animali non sono solo parole astratte, sono la vita di ogni giorno.
Da dietro una scrivania in città ci insegnano e dicono come dovremmo vivere la natura.
Ci descrivono un mondo ideale che non esiste, dimenticando che la campagna reale è fatta di equilibri delicati, di fatiche, ma anche di una profonda conoscenza.
Chi vive la terra ogni giorno la custodisce, impedisce che sparisca a seguito di spopolamento e di abbandono.
È strano che ci giudica con severità chi spesso vuole darci lezioni è anche colui che compra comodamente la carne al supermercato, dimenticando da dove e dà che animale questa arrivi.
Non abbiamo bisogno di lezioni calate dall’alto su cosa sia l’ambiente.
Noi l’ambiente lo custodiamo, lo difendiamo, lo viviamo in ogni momento.
Il dibattito sulla caccia non deve essere una guerra ideologica, deve essere invece il riconoscimento della dignità di chi questi territori li custodisce sempre, con il cuore e con i fatti.”
Con il recente decreto-legge dedicato alla Pubblica amministrazione approvato lo scorso 4 agosto dal Consiglio dei ministri, il Governo ha deciso di intervenire anche sul Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale (CTFVN), l’organismo consultivo previsto dalla legge 157/1992 che supporta il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste nelle principali decisioni in materia di gestione della fauna selvatica e attività venatoria.
Le novità puntano a riorganizzarne la struttura, con l’obiettivo di rendere più efficiente il funzionamento dell’organo.
Tra le modifiche introdotte salta subito all’occhio la riduzione del numero dei componenti, che passano da 41 a 18.
La nuova composizione, pur diminuendone i membri, ricalca quanto indicato della 157, che prevede la presenza di rappresentanti delle amministrazioni competenti, delle Regioni, delle associazioni venatorie riconosciute, delle associazioni agricole, delle associazioni di protezione ambientale e degli istituti scientifici.
Il decreto stabilisce inoltre che i componenti resteranno in carica per cinque anni e che la partecipazione ai lavori del Comitato non darà diritto ad alcun compenso, gettone di presenza o rimborso spese.
Con questo nuovo atto, il CTFVN esce dalla fase transitoria successiva alla sua ricostituzione, voluta dal Governo nel 2023 anche per affiancare ai pareri tecnico-scientifici di Ispra quelli tecnico-politici del comitato, come accaduto fino al 2014.
Secondo quanto evidenziato nel provvedimento, la riorganizzazione del CTFVN si inserisce nel più ampio percorso di razionalizzazione degli organismi collegiali della pubblica amministrazione.
Per il comparto venatorio si tratta però di una modifica rilevante, poiché il Comitato continua a rappresentare uno dei principali tavoli di confronto tecnico sulle politiche di gestione della fauna e sull’applicazione della normativa nazionale.
Dopo la sua ricostituzione, inoltre, i pareri formulati dal Comitato hanno avuto un ruolo sostanziale nelle dinamiche giurisprudenziali legate ai ricorsi contro i calendari venatori, controbilanciato in più occasioni le indicazioni di Ispra.
La riorganizzazione del CTFVN punta a trasformare un’assemblea storicamente complessa e farraginosa in un tavolo tecnico più snello, rapido ed efficiente.
Poiché il Comitato esprime pareri chiave sull’applicazione della normativa sulla caccia, sulla pianificazione faunistica e sulla tutela della biodiversità, la riduzione dei componenti mira a facilitare il raggiungimento del quorum e a velocizzare l’iter delle delibere consultive.
* Iniziano con domenica le fasi dei censimenti in Zona Alpi per la Tipica fauna alpina: si tratta di andare con i cani nelle zone che sono state oggetto di censimenti primaverili per verificare il successo riproduttivo e, in base ai risultati, far si che i tecnici faunistici propongano un possibile prelievo, sempre comunque estremamente ridotto rispetto agli effettivi.
Buon lavoro ai nostri colleghi alpini.
* Il Team sportivo FIDC Brescia comunica che il nostro socio Deori Ilario ha ottenuto la chiamata per la preselezione del Mondiale Sant Uberto.
Ottima notizia che ci onora e che ci sollecita a sperare in ulteriori splendidi risultati.
* Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i cacciatori, ai loro famigliari ed a tutti coloro che leggono questa nostra rubrica, gli auguri per un buon Ferragosto, magari anche un poco meno caldo di questi giorni e di quelli appena passati.
* Si comunica che l’ufficio Federcaccia sarà chiuso per ferie fino al 15 agosto.

