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Cacciapensieri

QUEI SETTE ANNI, UN COMPROMESSO ACCETTABILE

Tiene banco tra i cacciatori la questione della decisione Europea della messa al bando delle munizioni con pallini di piombo, seppure decisa con un periodo abbastanza lungo di adeguamento per gli Stati membri di sette anni.

Una decisione figlia di un percorso molto lungo, si è iniziato infatti a parlare del divieto dell’uso del piombo in moltissimi prodotti e molte attività umane da parecchi anni.

Con la preoccupazione del legislatore rispetto alla eliminazione della presenza di piombo dapprima nei carburanti, nelle tubazioni idrauliche, in agricoltura ed in prodotti vari delle attività umane; con la valutazione del possibile rapporto che potrebbe intercorrere tra il piombo e la salute umana, si è di fatto aperto un orientamento di assoluto bando dello stesso.

Le prime bozze della idea Europea, iniziate ricordiamo già nel 2012, con tappe nel 2019 e 2025, parlavano di divieto assoluto di ogni munizione che utilizzasse piombo, con un periodo di adeguamento di 18 mesi dalla sua adozione.

Successive interlocuzioni consentivano, nella discussione del provvedimento, nell’aprile del 2026, di spostare l’eventuale periodo di adeguamento dapprima a tre anni e poi a cinque anni, ed infine a sette anni, togliendo peraltro dalla restrizione le pallottole e le slug.

FACE Europa, assieme a molti cacciatori dei Paesi Europei, ricordiamo che in tanti Stati il divieto è già totale per ogni munizione e da parecchi anni, ha ritenuto a quel punto possibile aderire a questa ipotesi, posto che comunque l’orientamento politico era già delineato; difatti il testo finale è stato approvato da 17 Paesi tra cui Francia e Spagna, che rappresentano il 68% della popolazione europea, 5 contrari tra cui l’Italia, e 5 astenuti.

Diciamo che anche ANPAM, l’organizzazione che riunisce gli armieri, ha concluso che il compromesso poteva essere accettato poiché vi sarebbe il tempo, sette anni, per studiare e realizzare altri prodotti che possano assolvere allo scopo di caccia e adeguare le linee produttive

Certo possiamo fare tutte le elucubrazioni possibili su quello che si poteva fare, come se fossimo noi cacciatori a votare e decidere le sorti dell’Europa; di certo possiamo non essere contenti ma valutiamo seriamente da dove siamo partiti, divieto di ogni munizione e in 18 mesi, e dove siamo arrivati, solo munizioni a pallini e in sette anni.

Per questo non ci sono piaciute le speculazioni politiche fatte per garantirsi ancora una visibilità futura; chissà che invece una volta tanto anche i cacciatori possano pensare che tra le promesse ed i fatti ci corre il mare, e che quel mare non deriva da chi ha studiato e proposto, ma forse da chi ha troppo promesso, “caro cacciatore”, e poco realizzato.

Così come le posizioni delle Associazioni venatorie che hanno firmato tutti i documenti prodotti dalla Cabina di Regia unitaria delle Associazioni Italiane, che fanno parte di FACE e poi, a bocce ferme, paiono quasi arrivate qui per caso o paiono cadere dalle nubi.

Le battaglie di principio senza nessuna oggettiva possibilità di essere nemmeno lontanamente valutate non interessano a Federcaccia; a noi interessa ragionare sull’ottenibile per continuare la difesa della caccia e dei cacciatori, come facciamo ogni giorno con studi scientifici e con difese legali in quasi tutti i tribunali d’Italia.

 

A seguito delle segnalazioni sulla nuova variante di Mixomatosi che colpisce le lepri, Federcaccia Nazionale chiarisce la situazione e fa appello al senso di responsabilità di tutti i cacciatori.

La comparsa della malattia non comporta automaticamente la chiusura della caccia a questo selvatico. Tuttavia, per proteggere la fauna ed evitarne la diffusione in altre zone d’Italia, il monitoraggio tempestivo è fondamentale.

Si riportano le attività importanti da realizzare in caso di abbattimento o ritrovamento di capi di lepre con presenza di mixomatosi, proprio per avere un quadro generale della situazione.

Osservazione costante: prestare attenzione allo stato di salute delle lepri sia durante l’avvistamento sia dopo l’eventuale abbattimento.

Documentazione fotografica: in caso di lesioni sospette, scattare foto chiare dei segni visibili sull’animale e del contesto del ritrovamento.

Segnalazione tempestiva: avvisare subito il Servizio Veterinario dell’ASL competente, fornendo luogo esatto, data e condizioni dell’animale.

Igiene e biosicurezza: utilizzare sempre i guanti ed adottare rigorose pratiche igieniche durante la manipolazione dei capi, dei nostri ausiliari e dei nostri mezzi, un po’ come con la PSA.

Gestione delle carcasse: non abbandonare mai le carcasse nell’ambiente.

Seguire le istruzioni dell’ASL per il corretto conferimento o per la consegna dei campioni da analizzare.

 

Grande gesto dei cacciatori di Erbusco che hanno ritenuto di impiegare il ricavato della annuale grande festa della caccia per acquistare una caldaia per l’Asilo San Giuseppe di Erbusco.

La settimana scorsa il dono è stato ufficializzato con un momento simbolico di incontro tra i bimbi ed una rappresentanza dell’Associazione dei Federcacciatori, guidata dal Presidente Gianpietro Recenti.

All’incontro ha partecipato anche Antonella Labate che ha parlato in modo adatto ai giovanissimi delle attività che i cacciatori svolgono tutto l’anno sul territorio, per la gestione dello stesso e della fauna selvatica.

 

 

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Telefono: 030 2411472
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