Si è conclusa con una sala piena la serata “Selvatici e buoni: azioni per lo sviluppo di una filiera sostenibile”, organizzata dal circolo UNCZA Alto Sebino e da Federcaccia Brescia, con la collaborazione di Fondazione UNA. Oltre 50 persone hanno partecipato all’evento ospitato dal ristorante Orazio di Sale Marasino, un’occasione di confronto tecnico sul valore della gestione faunistica e sulla valorizzazione delle carni selvatiche.
All’incontro hanno preso parte numerosi presidenti di sezioni comunali di Federcaccia e presidenti dei comprensori alpini della provincia di Brescia.
Ad aprire gli interventi tecnici è stata la Dott.ssa Antonella Labate, coordinatrice della commissione tecnica ungulati di UNCZA e consigliera del comitato scientifico di Fondazione UNA. Labate ha illustrato il contributo dei cacciatori alla conservazione delle risorse naturali, analizzando la sequenza che va dagli interventi di miglioramento ambientale al monitoraggio faunistico, fino alla valorizzazione delle carni selvatiche e alla strutturazione della relativa filiera. Un percorso che collega tutela dell’ecosistema e opportunità economiche per il territorio.
È quindi intervenuta Marina Berlinghieri, responsabile delle relazioni istituzionali di Fondazione UNA, che ha illustrato il ruolo e la mission della Fondazione: promuovere un ambientalismo basato su dati e progetti operativi per la conservazione delle risorse naturali. Berlinghieri ha presentato i progetti promossi dalla Fondazione, come”Operazione Paladini del Territorio”, cui partecipano da anni numerosi federcacciatori bresciani. Ha inoltre segnalato la donazione del “Manuale operativo del progetto “Selvatici e Buoni” a tutti i presenti e ha descritto le iniziative di comunicazione avviate da Fondazione UNA per contrastare narrazioni scorrette e prive di riscontro tecnico.
La parola è poi passata al Presidente provinciale di Federcaccia Brescia e organizzatore della serata, Giacomo Lanzini, che ha ripercorso le attività scientifiche e di coinvolgimento delle comunità locali, portate avanti da UNCZA. Lanzini ha sottolineato la necessità di una comunicazione corretta e trasparente delle attività svolte dai cacciatori. É tempo di realizzare iniziative di sensibilizzazione con un adattamento dei contenuti alle peculiarità del territorio e un’integrazione tra narrazione tecnico-scientifica e momenti di confronto conviviale. Ha concluso invitando i presenti alla 60ª assemblea di UNCZA, in programma il 12-13-14 giugno a Clusone.
Per il territorio è intervenuto Mauro Riva, responsabile del circolo UNCZA Alto Sebino, che ha riportato l’esperienza diretta del circolo nato lo scorso anno e ha auspicato una sempre maggiore sinergia con tutti i soggetti coinvolti nella gestione faunistica e ambientale.
La serata ha evidenziato come il confronto tra cacciatori, istituzioni e comunità scientifica costituisca un elemento necessario per una gestione faunistica sostenibile e condivisa. Il tema della valorizzazione della filiera delle carni selvatiche si configura come una proposta operativa che integra conservazione ambientale, qualità del prodotto locale, valorizzazione del ruolo sociale del mondo venatorio e benessere del consumatore.
La partecipazione e il livello degli interventi indicano che il territorio bresciano dispone delle condizioni per sviluppare una filiera corta e tracciabile, in cui la fauna selvatica rappresenta una risorsa per l’ambiente e per la comunità. La crescita di tale modello richiede il supporto di dati scientifici, gestione attiva e comunicazione basata sui fatti.
Di seguito alcune fotografie dell’evento






